giovedì 2 dicembre 2010

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Postato da Alessandro Ballaurioggi, 12:17

privilegi

al massimo per rispetto dell'età dovrei essere io a chiedere il permesso per dar del tu...tolto mio suocero a cui mi viene ancora difficile non ho problemi a dare del tu ad ogni persona con cui parlo di qualunque ceto e casta appartenga... :-)

interessante l'accenno storico ma mi sembra un pò distante dal problema odierno in quanto si tratta di manifestazioni che vanno contro ad un cambiamento.

proprio per i problemi scritti nel post precedente e per quelli di nepotismo , cosa nota in italia e molto bipartisan (quanti berlinguer , quanti prodi e quanti napolitano nelle nostre istituzioni...) , che credo venga proposta la modifica all'università ma purtroppo la maggior parte di chi manifesta (una piccola e ideologizzata parte degli studenti e professori) sa cosa vuol cambiare il decreto gelmini che si pone come scopo di rendere più snella e utile l'università italiana che ormai sono anni che non è la più efficiente nei confronti di altri paesi.

Alessandro Ballauri

Postato da Alessandro Ballaurioggi, 12:20

errata corrige



che credo venga proposta la modifica all'università ma purtroppo la maggior parte di chi manifesta (una piccola e ideologizzata parte degli studenti e professori) NON sa cosa vuol.....

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Postato da italooggi, 11:42

soluzione

soluzione paddy

c'è un semplice redirect dell'indirizzo che tu hai citato, così si 'aggira' la schermatura da parte dei gestori.
Inoltre si possono certo filtrare i nomi di dominio (unica parte centralizzata della rete, non per nulla i cattivissimi hacker della baia dei pirati stanno proponendo un sistema alternativo). Se ragioni a livello di IP risulta difficilmente schermabile. Basta inoltre un semplice programma per 'fingere' di  non essere italiani ed è visibile anche l'ie invece del com; tali programmi a volte sono 'embedded' nei browser, come i pedofili ben sanno.
Guarda chi è che veramente stanno chiudendo, se ci riesci.

Se poi guardi in rete come si arriva a quegli indirizzi, ti rendi conto che dietro a questi siti ci sono calibri non indifferenti. In Italia lo stato vuole mantenersi il monopolio di queste droghe; per me dovrebbero essere vietati per tutti, anche a livello del lotto della tabaccheria. (Ma, si sa, sono un veterocomunista che vede nel lotto e nelle società per azioni il demonio, che non vede che nel lotto e nel totocalcio ci sono i fondi per le opere pubbliche.  Potremmo aprire un casinò a La Cassa e dare i proventi al posto degli oneri di urbanizzazione...)




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Postato da marco oggi, 10:30

Ti propongo un giochino ...

 prova ad andare a visitare il sito di un bookmaker straniero (ad. esempio www.paddypower.ie ) vedrai che il sito è oscurato da una bella pagine dei Monopoli di Stato in quanto è vietato giocare su siti esteri in quanto si evadono le imposte sul gioco italiane e ciò è illegale. Quindi volevo dire che i mezzi tecnici ci sono per vietare qualcosa che non è consentito e quindi non ha senso limitare l'uso della rete. Basta che la Forza Pubblica lo sappia controllare. 

Postato da Anonimooggi, 10:54

Io sono una partigiana.

Scusate, forse avrei dovuto aprire un altro argomento sul forum e non postarlo su questo che parla di reti internet. Mi perdonerete per questo.

Da Wikipedia:
“Un partigiano è un combattente armato che non appartiene ad un esercito regolare ma ad un movimento di resistenza e che solitamente si organizza in bande o gruppi, per fronteggiare uno o più eserciti regolari, ingaggiando una guerra "asimmetrica".
Letteralmente significa "di parte", ovvero persona schierata con una delle parti in causa.”

A costo di sembrare presuntuosa e di farmi rimproverare da chi la resistenza l'ha fatta e partigiano lo è stato nell'accezione più dolorosa del termine (e scusatemi, ma solo da loro accetto rimproveri su questo argomento, non da altri), io mi sento molto partigiana.

La società in cui ci siamo trovati a nascere e vivere è, per le persone che condividono i miei stessi principi, un campo di battaglia e ogni giorno ci si ritrova a combattere una guerra. Piccole e grandi battaglie quotidiane rendono questa vita una guerra per la sopravvivenza.
E non sto parlando di sopravvivenza solo fisica ed economica, ma sopravvivenza intellettuale.

La libertà di azione, il poter sostenere le proprie lotte a favore della legalità, della cultura, del vivere in modo sostenibile, è una libertà dura a conquistarsi. Soprattutto in una società dominata, come quella in cui stiamo vivendo, dal consumismo sfrenato, dalla filosofia del “vince chi è più furbo”.

Ogni giorno mi sento partigiana
nelle mie azioni di consumo critico, di diffusione del senso di legalità che ormai vedo sempre di più perdersi.

E' vero, non metto a rischio fisicamente la mia vita, ma certo me la complico parecchio. Io e mio marito siamo liberi professionisti, quanto più facile sarebbe vivere nell'illegalità, arricchirsi in modo subdolo, non pagare le tasse, etc? Quanto più facile sarebbe far parte dell'esercito dei “regolari”, del regime?

Fortunatamente non viviamo in una società armata, non nel quotidiano per lo meno, e quindi non c'è bisogno di schivare le pallottole o nascondersi dai rastrellamenti. Ma anche noi siamo organizzati in gruppi che cercano, a fatica, di diffondere i principi di cui sopra, di coinvolgere altre persone, di condividere, di essere solidali. Noi partigiani cerchiamo di educare i nostri figli alla tolleranza, alla pace e non ditemi che, con gli esempi che ci arrivano dai nostri governanti e dalla generazione che questi hanno partorito, propugnare questi principi sia cosa semplice.

Dare al mondo dei figli che in ogni contesto devono giustificare le proprie scelte e sostenerli in queste scelte (dall'occupazione scolastica al vestirsi non firmati, dal non acquistare dalle multinazionali al non bere tutto quello che la televisione passa, dall'allacciarsi e far allacciare le cinture di sicurezza in auto al non maltrattare un magrebino davanti a scuola) non è un modo semplice di vivere, anzi, è faticoso, complicato e rischioso.

E' vero, come dice Igor, non ci montiamo la testa noi che picchettiamo sulla tastiera con i piedi al caldo sotto la scrivania, i partigiani lottavano per combattere chi toglieva loro la vita, la dignità e la libertà.

Ebbene, anche io lotto strenuamente contro quelli che vogliono decidere della vita e della morte del prossimo con le loro leggi contro l'eutanasia e l'aborto, contro quelli che tolgono la dignità a chi viene nel nostro paese per trovare lavoro scappando da realtà invivibili, contro chi ci toglie subdolamente la nostra libertà di discernere, bombardandoci di informazione becera e di regime.

Io lotto e mi sento partigiana, in questa lotta. Mi piacerebbe sentire il parere di qualcuno che la Resistenza l'ha fatta, abbiamo ancora alcuni dei nostri concittadini che potrebbero dircelo.
Che hanno vissuto il dramma della guerra, della perdita degli affetti, che hanno sentito l'odore del sangue fresco, che hanno sparato, che si sono nascosti nel fango, che hanno vissuto momenti drammatici, come solo una guerra sa partorire.

Non è mancanza di rispetto verso queste persone dire che io mi sento partigiana, oggi.

Io sono una combattente, armata dei miei principi, che non mi sento di appartiene ad un esercito regolare ma ad un movimento di resistenza (resistere, resistere, resistere) e che mi organizzo in gruppi, per fronteggiare uno o più eserciti regolari, ingaggiando una guerra "asimmetrica”, infatti loro sono in tantissimi e noi, purtroppo, ancora in pochi.

Ma cresceremo!

pace
Laura

Postato da Laura LaLunga Martinoggi, 11:00

non sono anonima..

scusate, l'intervento è mio!

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mercoledì 1 dicembre 2010

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Postato da fablamoggi, 02:24

Finalmente!

Ohhh! Finalmente!

"Attenzione anche a nominare troppo spesso i Partigiani. Non montiamoci la testa. Noi picchiettiamo sulla tastiera con i piedi al caldo sotto la scrivania e giochiamo a fare i difensori dei diritti del mondo. E' un bel gioco, qualche volta è anche una cosa seria, ma nessuno di quelli che scrive qui rischia nulla. Non ci sono santi ne eroi.
Fare il partigiano significava rischiare la propria vita e quella dei propri famigliari, e per molti non è stato solo un rischio, per combattere chi toglieva la vita, la dignità, la libertà.
I nazifascisti non mettevano filtri su Internet, fucilavano e torturavano la gente.
Certi paragoni mi sembrano un tantino presuntuosi, no?"


Non posso che concordare pienamente!

Ogni libertà è da tutelare, tutte, nessuna esclusa, compreso internet e concordo pienamente su quanto detto da Rodotà, anche se implicitamente la libertà di espressione su internet, essendo corollario della libertà di espressione è già tutelata dalla Costituzione senza bisogno di inserire un nuovo articolo, anche perchè, se si dovesse fare così per ogni nuovo "diritto" che si "scopre", la nostra Carta Fondamentale dovrebbe essere modificata ogni settimana!
Per fortuna abbiamo una Corte Costituzionale, una dottrina e una giurisprudenza che, a parte quale anacronismo e qualche scivolone (non sto a spiegare su cosa, son discorsi da giuristi che vi farebbero addormentare alla prima riga), sanno il fatto loro e hanno tutti gli strumenti per tutelare in via implicita e interpretativa anche il diritto ad internet!

Ma Italo, per cortesia, basta con questo paragone: è davvero mancanza di rispetto verso i Partigiani, e un iscritto ANPI (quale tu sei) dovrebbe saperlo più di tutti gli altri.

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Convocazione Consiglio Comunale di sabato 27 novembre 2010

Postato da fablamoggi, 02:37

Ciao Laura, mi permetto ancora di risponderti:



Non conosco i professionisti che hanno redatto tale documento, ma siete già in due a dire che evidentemente non conoscono il nostro territorio, mi pare strano che persone messe lì apposta per fare questo lavoro non conoscano la realtà delle cose (sono un'inguaribile ottimista che pensa che tutti facciano bene il loro lavoro) ma sicuramente tu hai più esperienza di me in queste cose.



Nè io nè Alberto mettiamo in discussione la professionalità di chi ha redatto il documento della Regione, semplicemente affermiamo che non hanno contestualizzato la Variante, ma l'hanno analizzata asetticamente, senza entrare nel merito, non so come spiegare... proviamo così: è come leggere una guida turistica della Croazia e giudicare sulla qualità di quello Stato senza esserci mai stati; rende l'idea?



Ma entriamo nel merito della discussione: nella prima riunione della commissione consiliare sul piano regolatore (ha un nome più lungo ma l'abbrevio così), ho però sentito io stessa che gli oneri di urbanizzazione servono per manutenere le strade e le infrastrutture comunali e che altrimenti non si saprebbe da dove prendere i soldi necessari.



E' assolutamente vero, ancor più vero da quando gli introiti comunali si sono assottigliati e le spese moltiplicate.



Ho fatto presente (ma era ovvio) che questo modo di operare è una spirale che non ha mai fine perchè finiti gli oneri di urbanizzazione ricavati da una variante se ne dovrà fare un'altra per rimpolpare le casse del Comune. Da questo ragionemento e dalle osservazioni della Regione Piemonte ho realizzato che il nostro PR così com'è tende a cementificare il più possibile senza soluzione di continuità, per sempre, fin che si può.

No, non si cementifica per sempre, ma, grazie proprio al lavoro svolto dalla scorsa Amministrazione, entro ben precisi LIMITI e con precise tecniche e precisi standard edificativi (e con una cubatura davvero minima).



Mi è stato risposto che si finirà per accorpare tutti i Comuni che si estenderanno uno a ridosso dell'altro fino a dover per forza unirsi in aree urbanizzate e che quindi comuni piccoli come La Cassa, San Gillio, Givoletto etc. spariranno.

A questo punto mi chiedo se quindi non si poteva, come dice Biagio, pensare sin dall'inizio ad un PR sovracomunale.




Guarda, sarebbe bello, ma è impossibile (sembra una vecchia canzone):



1) Non so se Givoletto sia d'accordo :-D (se riuscissi a convincerli potresti dirmi dal giorno dopo che sai fare i miracoli, e io ti crederei)

2) E' un parto travagliato e burrascoso quello di UN Comune solo... non oso pensare quello di 3-4 Comuni.

3) L'accorpamento è facile a parole, molto difficile nei fatti!



Un altro dubbio che mi assale a cui spero qualcuno risponda: vi è richiesta di tutte queste case? So che a Givoletto molte delle nuove villette a schiera costruite sono ancora invendute (informazione che ho avuta da un'agente immobiliare della zona). Ma forse anche se non venissero occupate, la loro funzione primaria (generare oneri di urbanizzazione) sarebbe assolta.



Non so se hai sentito oggi al telegiornale (e viva LA7 e Mentana!) dei singolari sciopero+manifestazione degli impresari edili e dei lavoratori edili (una cosa mai vista, è come se Marchionne manifestasse insieme alla FIOM): l'edilizia occupa 3 milioni di Italiani ed è l'11% del nostro PIL.

Non è tanto domandarsi se c'è bisogno di case, ma domandarsi cosa succederebbe se non si costruisse più!

Ora è chiaro che l'ambiente va preservato, e su questo non ci piove, è sacrosanto: ma facciamo attenzione a non andare troppo all'estremo, perchè se si estremizza qualcosa, si schiaccia fisiologicamente e inderogabilmente qualcosa d'altro!

Non si può pretendere di avere il massimo di tutto, il bilanciamento è assolutamente essenziale, sempre!



So di essere una spaccamarroni ma per lo meno alcune cose si stanno chiarendo e, pur non essendo d'accordo, in linea di massima, ad abbattere boschi e asfaltare prati (senza se e senza ma), sono anche consapevole che amministrare non è un lavoro semplice. Per questo ancora mi scuso se non ho valorizzato il vostro lavoro.




Ma penso che nessuno nella scorsa Amministrazione fosse a FAVORE dell'abbattimento dei boschi e dell'asfalto ovunque! Mi sembra assolutamente banale e ovvio ribadirlo! Qui non si tratta, ripeto, di essere dei cementificatori, ma di bilanciare (giuro poi non lo scrivo più) interessi contrapposti cercando di ottenere risultati positivi.



Penso però che un po' di condivisione in più della "strategia" amministrativa, della pianificazione del territorio, forse avrebbe stimolato a trovare soluzioni alternative alla costruzione di nuove case.




Su questo Laura permettimi di sollevare qualche dubbio: cosa intendi per "strategia" amministrativa della pianificazione del territorio?

Se intendi che durante la stesura del Piano Regolatore si dovessero fare assemblee pubbliche di informazioni mi trovi pienamente d'accordo ed è proprio così che è stato fatto dalla scorsa Amministrazione.

Se invece intendi che l'Amministrazione doveva affrontare la stesura del Piano Regolatore in concerto con la popolazione... beh questo sarebbe stato non solo improbabile, ma deleterio (a mio parere), per questi motivi:



a) la nostra Repubblica è basata sulla democrazia indiretta, ossia tramite rappresentanza (altrimenti cosa andremmo a votare alle elezioni?), non sulla democrazia diretta, che è semplicemente impraticabile (e non so nemmeno quanto sia positiva, ma è un altro discorso)



b) se anche ci fosse democrazia diretta, la popolazione avrebbe mai le competenze tecniche per dare consigli veramente operativi? Concordo che la voce della popolazione sicuramente è utile, ma fino ad un certo punto, ossia è utile fino a quando solleva un problema al quale deve essere data una risoluzione tenendo in debito conto l'interesse pubblico, quello privato e le risorse.



c) non si finirebbe mai più di discutere sul Piano Regolatore: cercando di recuperare un "torto" (in senso lato) o cercando di risolvere un problema singolo (vedi edificabilità o meno, terreno agricolo o boschivo, qualsiasi cosa) creeresti un altro problema e un altro "torto", in una spirale qui si infinita!



Informare si, raccogliere spunti anche (eccome), ma codecisione è sinonimo di ingovernabilità e caos in questo caso.



Come dice la Regione Piemonte (ma forse, come dite voi, non conoscono il nostro territorio), il nostro Comune ha vocazione al turismo (non solo con i due campeggi ma con le passeggiate che si potrebbero ripristinare o creare in giro per i monti e a ridosso della Mandria), vi sono degli agriturismi. Forse si potrebbe pensare di far conoscere il nostro paesello creando delle peculiarità e quindi attirando finanziamenti dagli enti sovracomunali.



Questo è nel programma di LCUPPT, quindi concordo.



Che dite, se non riusciamo a scampare questa quinta variante, possiamo pensare di non farne una sesta (come per altro mi è stato annunciato)?





Questo non dipende più da noi, ma da chi Amministra attualmente... noi non possiamo far altro che far sentire la nostra voce, sperando di poter contrastare la maggioranza senza dover alzare gli scudi per pararsi dall'altra minoranza, come accade troppo spesso.







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Quattro chiacchere sulla Variante di Piano Regolatore (cementificatori che non siamo altro!)

Ciao a tutti, è noto che di computer non ci capisco niente... ma di urbanistica, anche se non è il mio ambito specialistico, credo di capirci un po' di più (pertanto, poco più di niente) ma cerco ugualmente di spiegare alcune cose ai lettori di questo sito..... Leggi tutto sul sito dell'Associazione La Cassa Un Paese Per Tutti

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Postato da Igoroggi, 22:58

Attenzione alla confusione

Sono daccordo con te Italo. Internet è libera per definizione e non è possibile limitarla come non è possibile impedire ad un uomo di pensare.
Attenzione che, però, una cosa è limitare l'accesso alla rete, un'altra è non agire nei confronti di reati. Su internet esistono manifestazioni di pedofilia, violenza ecc., ed è giusto, secondo me, che organismi giudiziari, laddove la competenza lo consenta, agiscano nei loro confronti. Qui si va oltre l'espressione del libero pensiero.

E' anche vero però che, essendo Internet transnazionale e transculturale, diventa difficile stabilire cosa è illegale. Ci sono atteggiamenti e comportamenti che sono illegali in Italia e non lo sono in Kurkusistan (uso un paese di fantasia per non offendere nessuno), e lo stesso vale per l'etica e la morale. E, a meno di dichiarare che il Kurkusistan non ha il diritto di emanare le proprie leggi in piena indipendenza, non si può impedire a un suo cittadino al suo paese di pubblicare qualsiasi cosa la sua legge consenta.
Di conseguenza, a meno di filtrare i contenuti considerati illegali in Italia intanto che passano i nostri confini (sempre che tecnicamente sia possibile), non si può impedire ai cittadini italiani di vedere il materiale pubblicato in Kurkusistan legalmente che invece in Italia è illegale, ne, del resto, è giusto perseguire un italiano che ha visionato tale materiale (non mi si può vietare di guardare un manifesto esposto su un muro mentre passo).
Se però la stessa pubblicazione la fa un italiano compie un reato per la legge italiana ed è giusto che venga perseguito.

Io sono comunque contrario a qualsiasi filtro venga inserito per limitare la circolazione di contenuti, perchè penso che la mia libertà valga quanto quella degli altri e, soprattutto, se si accetta che ci siano filtri per impedire che dall'Italia si possa accedere a materiale pubblicato all'estero che è illegale da noi, allora accettiamo anche che la Cina filtri le notizie che arrivano da occidente e che, un domani, questo venga fatto anche in Italia.  

Attenzione però a parlare di Pirati. La pirateria è una cosa seria che non ha nulla a che vedere con l'hacking. E spesso anche alcuni che si definiscono hacker sono in realtà pirati. Pirateria significa fare danni, sproteggere software soggetto a diritti d'autore, rubare segreti industriali e proprietà intellettuali. Non c'è nulla di nobile in questo. E' roba da delinquenti. Così come non c'è nulla di nobile nel venire a conoscenza di una vulnerabilità di un software da un'aggiornamento che è stato pubblicato, fare reverse engineering della patch, scrivere un malware che sfrutti la vulnerabilità e diffonderlo (scusate i tecnicismi, per chi non ha capito significa fare una vigliaccata).
Non si difende nessuna libertà in questo modo. Si sfoga semplicemente la propria frustrazione e il proprio livore verso il mondo.

Attenzione anche a nominare troppo spesso i Partigiani. Non montiamoci la testa. Noi picchiettiamo sulla tastiera con i piedi al caldo sotto la scrivania e giochiamo a fare i difensori dei diritti del mondo. E' un bel gioco, qualche volta è anche una cosa seria, ma nessuno di quelli che scrive qui rischia nulla. Non ci sono santi ne eroi.
Fare il partigiano significava rischiare la propria vita e quella dei propri famigliari, e per molti non è stato solo un rischio, per combattere chi toglieva la vita, la dignità, la libertà.
I nazifascisti non mettevano filtri su Internet, fucilavano e torturavano la gente.
Certi paragoni mi sembrano un tantino presuntuosi, no?

A parte queste ultime considerazioni che esprimo, comunque, con tono bonario, la questione della libertà di espressione sulla rete mi pare molto importante e mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri che leggono questo forum.
E' giusto oppure no filtrare i contenuti che arrivano da Internet dall'estero? E' giusto stabilire cosa gli italiani possono vedere del mondo e cosa no?

Forza venite gente.

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Convocazione Consiglio Comunale di sabato 27 novembre 2010

Postato da Stefanooggi, 20:59


Politichese.
Ciao Alberto
Innanzitutto volevo ringraziarti per la pazienza , la voglia e la maniera garbata con cui rispondi.
Il raccordo anulare era un' esagerazione e anche “cementificatori”.Anche se…
Certo che però  leggere “ solo il tentativo di fare rientrare nell'ambito della ragionevolezza alcune situazioni critiche” mi  sembra di sentir parlare politichese ossia un linguaggio con cui si parla ma alla fine si fa capire molto poco. Inoltre visto la mia ignoranza sull'urbanistica e non solo, mi sorgono d'istinto 2 domande :ma ste cavolo di strade le vorrebbero fare ? E se sì attorno ad esse dopo, si potranno costruire case?
Sarebbe interessante partecipare  ad un futuro momento di approfondimento, così potrò capire bene ciò che propone questo piano regolatore.
Saluti.

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PRANZO DI NATALE

Postato da Alberto Faurooggi, 16:44

 voul van = voul au vent ?  

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Convocazione Consiglio Comunale di sabato 27 novembre 2010

Postato da alberto casaleoggi, 13:29

Ciao a tutti, una breve precisazione a Laura e a Stefano...

Laura, la mia affermazione sulle persone che conoscono poco il territorio non è riferita agli urbanisti che hanno redatto il Piano Regolatore (ci mancherebbe..., è la quarta variante che redigono! Nei loro confronti ho solo detto che sono stati confermati per questioni di economie di bilancio....), ma al funzionario regionale che ha scritto la lettera di osservazioni (quando ne parleremo documenti alla mano, questa cosa si potrà vedere senza problemi). In ogni caso, leggere un Piano Regolatore è una cosa estremamente difficile.... da capire e soprattutto da spiegare.... infatti, cercando di spiegare una cosa, ho spinto Stefano a capire un'altra cosa...non c'è nessun raccordino anulare, solo il tentativo di far rientrare nell'ambito della ragionevolezza alcune situazioni critiche.

La riflessione che traggo è la seguente: VEDETE COME E' MEGLIO PARLARNE INSIEME AVENDO I DOCUMENTI A DISPOSIZIONE e POTENDOLI ESAMINARE? E' proprio per questo che propongo un momento di approfondimento.

Vorrei solo ribadire che di queste cose (la Variante di Piano ha un iter  che dura ormai da tre anni e mezzo... pensate che a Druento è stata approvata dopo 18 anni!) se ne è ampiamente parlato nelle assemblee pubbliche che regolarmente la nostra Amministrazione ha fatto (in media 1 ogni 3 mesi circa): per questo vedo come necessario trovarci per conoscere e capire (e anche criticare, ci mancherebbe!)

Sugli oneri: non sono invenzioni demoniache: sono pressochè l'unica fonte di finanziamento per fare le opere pubbliche (e si pagano anche per interventi su fabbricati esistenti).  Confermo che l'azzeramento degli oneri paralizzerebbe il Comune ("fallimento" è un termine paradossale, evidentemente), in particolare perchè impedirebbe di fatto la realizzazione delle urbanizzazioni e delle opere pubbliche, dipendendo totalmente da finanziamenti di Enti superiori o di soggetti privati (i finanziamenti tendono alla diminuzione...).

Confermo che i nostri 4 bilanci (e, da quello che abbiamo visto in consiglio, anche quelli dell'attuale Amministrazione) hanno destinato interamente i proventi degli oneri alle opere, e non a pagare gli stipendi dei dipendenti...

Buona giornata a tutti.

ALBERTO



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Convocazione Consiglio Comunale di sabato 27 novembre 2010

Postato da Laura LaLunga Martinoggi, 09:54

Si è vero, anche io ho sentito in riunione di commissione parole di questo tipo a riguardo delle strade che attualmente finiscono nei boschi. E anche io ho pensato che forse non è la viabilità automobilistica  a dover essere  incentivata con nuove rotonde, nuove strade, ma sarebbe bello prevedere vie e sentieri ciclopedonali per congiungere le frazioni e per inoltrarsi nella natura.



Forse potremmo ancora essere in tempo per non mettere in atto questa parte del piano regolatore, sempre che vi sia una volontà coesa e abbastanza forte da proporlo alla Maggioranza in amministrazione.



Frequentando il sito "stop al consumo del territorio" ho letto svariati e interessanti articoli su come poter pianificare una crescita a volume pressochè zero. Potrebbe essere uno spunto per gli amministratori, solo un'idea, per carità, per conoscere realtà differenti alla nostra e le soluzioni che hanno adottato.



A questo proposito mi pare molto interessante l'articolo I tecnici e i Regolamenti Urbanistici a volume zero nel quale si informa che Firenze si è dotato di un regolamento edilizio a volume zero. Ma se ci riesce una città come problematica come Firenze, non possiamo provarci anche noi?





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Postato da italooggi, 08:28

Rivoluzione!

Chi comanda in rete? Nessuno.
Nelle regole di sviluppo della rete, scritte nel 1969 per scopi militari, si diceva che non ci sarebbe dovuto essere nessun centro di controllo in modo che la rete diventasse invulnerabile e si autorigenerasse in caso di attacco.
Tuttavia esiste una struttura di indirizzo: è l'IGF, Internet Governance Forum che ha anche in Italia un suo forum nazionale.

In questi giorni ci sono stati i lavori del forum, mi sembra molto interessante, perchè argomento di molti dibattiti in questo sito, ciò che ha proposto Stefano Rodotà: addirittura di cambiare la costituzione, inserendo un nuovo articolo, il 26 bis:

Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.


Non entro in merito alla discussione sul fatto che sia utile o meno inserirlo nella Carta (c'è chi dice che sia già implicitamente presente), ciò che mi interessa riportare è che anche per l'Italia la rete sta per essere definita come diritto.

Certo, siamo in manchevole ritardo; anzi, più di una interrogazione parlamentare (Jannone, PDL) chiede di limitare l'accesso alla rete (per proteggerci da pedofilia, violenza e comportamenti asociali, tipo informarsi) e molti leggono il ciclone wikileaks come la 'scusa' con la quale ci toglieranno la libertà.

Ma.. se qualcuno vuole toglierci la libertà, e contro questi opprimenti potentati qualcun altro combatte, questo qualcun altro non sembra proprio agire come i p... irati?


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