lunedì 1 novembre 2010

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Postato da italooggi, 15:12

mozione d'ordine!

Grazie Igor per il tuo intervento che offre spunti interessanti.
Vorrei solo chiederti, estendendo l'invito a Manuel e a tutti, di utilizzare correttamente la gerarchia del forum.
Se volete rispondere ad un intervento specifico utilizzate il tasto 'rispondi' sotto l'intervento (come sto facendo ora); se volete far partire una discussione nuova, indipendente dagli interventi precedenti, utilizzate 'Inizia una nuova discussione' in alto a sinistra.

So di essere un po' pedante con questa richiesta; è utile seguire questo schema soprattutto per chi legge che è in questo modo in grado di ricostruire il filone di discussione.
Questo filone, o thread, è uno degli elementi che distingue il blog dal forum (l'altro è l'unicità dell'autore degli interventi)  rendendo quest'ultimo uno strumento più articolato e utile alla discussione di una comunità come la nostra.

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Postato da Igoroggi, 14:26

Televisione e televisionati

Questo forum mi sta appassionando...
Mi rendo conto che a volte, nel tentativo di essere conciso, non sviluppo a sufficienza il pensiero. Riprendo allora il post riguardo alle affermazioni Pasoliniane sulla televisione.

Trenta o quarant'anni fa l'offerta televisiva era molto limitata: Canale Nazionale e secondo canale. Gli orari erano limitati: mi pare che le trasmissioni iniziassero alle 18 o giù di li. La tecnica era quella che era, non tanto sotto il punto di vista dell'oggetto televisore (per quanto l'evoluzione tecnologica dalle valvole ai motori grafici moderni sia un po' come il passaggio dalla bicicletta allo shuttle) quanto della produzione stessa.

Qualcuno ricorderà il film il Lunedì e il Mercoledì sera. E basta. Gli altri giorni erano varietà, commedie (anche interessanti, e teleromanzi). Telegiornali, tribune politiche (sob), e caroselli. Uno dei teleromanzi più appassionanti che ricordi è stato “La freccia nera” con una Loretta Goggi ragazzina e un Arnoldo Foa, come sempre, impeccabile. Ricordo un ritmo incalzante, suspance, avventura. Attendevo da una settimana all'altra la successiva puntata.
Circa un anno fa ho trovato in vendita il cofanetto DVD con l'intera serie e, pregustando di rivivere le emozioni di un tempo, mi sono attrezzato per la visione. Che noia! A parte il bianco e nero che potrebbe anche avere il suo fascino, ritmi lenti, pause lunghissime, colonna sonora quasi inesistente, dialoghi inconsistenti. Una completa delusione.

La tecnica di produzione ed i mezzi a disposizione di quel tempo, oltre, naturalmente, alla cultura televisiva e cinematografica, facevano de “La freccia nera” un ottimo prodotto televisivo. Oggi, abituati ad un montaggio più avvincente, effetti speciali e riprese più coinvolgenti e, magari, anche attori più preparati ad una recitazione più consona al mezzo cinematografico e televisivo (contrapposta alla recitazione teatrale del tutto incoerente con riprese registrate, primi piani e montaggi), i teleromanzi di un tempo appaiono goffi, improvvisati e sostanzialmente noiosi.
Ed un media noioso, per quanto acculturato possa essere il contenuto, non serve perché non riesce a portare nulla a destinazione.

In questo senso ritengo che la televisione oggi sia decisamente migliore di una volta. Oggi non devo sottostare passivamente ad un palinsesto che mi vincola, non solo nei contenuti, ma anche negli orari, e quindi nelle abitudini di vita. Disponiamo di canali tematici, terrestri o satellitari, documentari, notizie, film, inchieste, ricostruzioni in realtà aumentata di scenari del passato, di fenomeni scientifici. Possiamo accedere a canali di informazione provenienti da tutto il mondo. La tecnologia ci permette anche di registrare trasmissioni per poterle vedere senza dover necessariamente rinunciare ad altre occupazioni. Naturalmente esiste anche la “spazzatura”, anche se ognuno di noi ha una visione diversa del concetto.

Insomma oggi posso scegliere.

Ma il problema delle affermazioni di Pasolini, non è solo una trasposizione contestuale e temporale, è anche un problema di filosofia di vita. Io posso anche scegliere di creare un microcosmo (e qui mi collego ad un post di alcuni giorni fa) protetto. Scelgo di vivere fuori dal contesto della società degli altri. Salgo sulla montagna, mi creo una comunità, divento vegetariano, guardo il mondo dall'alto e sputo sulla testa di quelli che stanno sotto. Io probabilmente miglioro la mia vita, o per lo meno la percezione che ho di essa. Solo che il mondo non migliora, perché quella che ho io è una visione lontana del mondo, irreale. Non è vero che dall'alto vedo meglio le cose, le vedo solo più lontane. Inoltre non interagisco con nessuno e , le poche volte che lo faccio, parlo una lingua ormai diversa e la gente non mi capisce.

Oggi non esiste una ragione per demonizzare la televisione nella sua generalità. Esiste il dovere di criticare aspramente certa televisione. Ma lo posso fare solo se non assumo atteggiamenti fanatici e, passatemi il termine, “grillini” che deviano pericolosamente verso uno snobismo intollerante.
E allora bisogna tuffarsi nel mondo e vivere la sua realtà, che è fatta anche di televisione e di pubblicità. Ci condiziona, è vero. Ma se vogliamo vivere dentro questa società e portare il nostro contributo per renderla migliore occorre rischiare e a volte subire questo condizionamento. Del resto diventa difficile convincere qualcuno di qualcosa se si appare (è in effetti si è) del tutto alieni.
La produzione televisiva è tesa al profitto: e allora? Dobbiamo renderci conto, una volta per tutte, che è il profitto a muovere gli investimenti. E l'unico modo per riuscire a realizzare un progetto, che non sia un isola che lotta contro i mulini a vento, è renderlo profittabile. Oppure politicamente vantaggioso. E allora produzioni di qualità vengono realizzate, e progetti utili vedono la luce.
Ha ragione Laura quando decide di scegliere cosa guardare. Come nelle diete, non sempre è questione di quanto, ma di cosa si mangia. E oggi il menu' è ampio. 
In generale trovo che la televisione abbia un ruolo importante. Non ricordo chi, un tempo, ha detto che “è come se qualcuno prendesse un tuo occhio e lo portasse in giro per il mondo”.

Sta a te decidere a chi affidarlo.


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domenica 31 ottobre 2010

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Piccoli annunci

Postato da Stefano31 ottobre, 23:37

Io ho una troncatrice simile a quella in foto ma senza il piano superiore. Se non trovi di meglio te la presto volentieri.

Ciao ne!

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Postato da Laura LaLunga Martinoggi, 21:19

guardando si impara

Sto guardando la televisione da un'oretta, in questo momento c'è Umberto Eco che presenta il suo ultimo libro da Fabio Fazio.

Quando ero bambina mia madre mi costrinse (e a lei la costrinse la sua educazione) a mandarmi al catechismo per poter ricevere la prima comunione. L'unica cosa sensata che mi ricordo di quel periodo (oltre alla noia e al naso lungo del ragazzo che ci faceva, appunto, catechismo) è che un giorno mi dissero di non sprecare mai occasione per fare una buona azione. Anzi, non andare mai a dormire senza aver compiuto almeno UNA buona azione.

Non sempre ci sono riuscita, anche se per le prime settimane dopo questo insegnamento mi sono impegnata molto. Poi non ci ho più provato, e crescendo non ho più capito bene quali fossero le buone azioni tra tutte quelle che facevo durante una giornata, e neppure capivo quali erano quelle cattive. Semplicemente facevo cose, e ancora adesso, faccio cose.

Ma ho divagato, scusatemi.

Ciò di cui volevo rendervi partecipi è che ho sostituito, da qualche anno, quel delizioso precetto infantile con un altro: non accendere mai la televisione senza essere certa che quando la spegneròi saprò qualcosa in più di utile e interessante.

In questo modo la accendo (accendiamo, essendo in famiglia) solo quando vi è QUELLA trasmissione alla tal ora. Nè prima, nè dopo. Non la accendo "a caso", in qualche modo la sua accensione deve (ecco il mio precetto) farmi crescere, non in altezza perchè sennò mio marito sta volta divorzia.

E non sempre ci riesco - ma quasi sempre si. Cosa ho imparato oggi? Che la canzone Because the night che mio marito attribuisce solo a Patty Smith in realtà è stata composta anche da Bruce Springsteen. Che Umberto Eco ha scritto un nuovo romanzo e nel presentarlo sta spiegando pezzi di di storia che io non conoscevo e che Sting è in giro con un tour nel quale viene accompagnato da sessanta musicisti e ha riarrangiato i suoi migliori pezzi in versione classica. E ho ascoltato della bella musica.

Purtoppo c'è anche la pubblicità e seppur muta, visto che tolgo il volume appena parte lo spot, rimane una pubblicità offensiva, tutte, nessuna esclusa. E a Igor dico che preferivo il Carosello, i motivi di paragone penso siano sotto gli occhi di tutti. Per lo meno non ci scambiavano per poveri ebeti analfabeti e celebrolesi.

Trasmissione finita. Spengo la televisione. Rielaboro il tutto, dimenticherò la maggiorparte delle cose che ho visto e sentito, mi rimarranno quelle due o tre che ho citato. Per sempre, le saprò fin che vivrò.

baci e pace

LLL




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Postato da Lucaoggi, 20:12

Il tasto OFF

Pienamente d'accordo.
La televisione è maturata negli ultimi quaranta, quarantacinque anni, ma a volte la troppa maturazione porta al marciume del prodotto se non lo si conserva bene.
A me sembra che la televisione, l'informazione, e come dici te “anche noi” siamo o stiamo marcendo, o meglio non siamo mai maturati.
Non trovo assolutamente niente di “integralista” nei pensieri di Pasolini, anzi trovo delle molteplici verità dette in quattro righe.
Chi ti parla è una persona che è nata con la TIVì, una persona che ama il cinema e che conosce frasi, titoli , attori, scene, battute a migliaia ( ripeto a migliaia non centinaia). Una persona che ha visto programmi di intrattenimento decine di volte quali Drivein, La sberla, Emilio, Zelig. Una persona che ha guardato la politica, e dico guardato, perché e quello che mi propinavano in Tv (come ora, bunga bunga …) con programmi quali matrix, porta a porta, 30 min, tribuna politica ecc… Una persona che ha sempre letto quotidiani, da quelli di informazione a quelli sportivi. Una persona che andava sistematicamente allo stadio ed era abbonata.
Cosa vuol dire (frase da te citata) “Le parole che hai citato sono "lievemente" integraliste, e calandole nel contesto degli anni in cui sono pronunciate e nella figura di Pasolini, ci stanno anche”, allora anche i pensieri di Kierkegaard, Cartesio, Platone, Castaneda, Pascal, Pestalozzi, La Bibbia e compagnia bella ci stanno solo nel contesto degli anni in cui hanno vissuto.
Ma io non la vedo cosi, i pensieri di alcuni “Illuminati” sono per sempre (come il diamante, vedi come influenza la comunicazione), passano i secoli o gli anni ma le verità sono li, dette, citate, nascoste.
Tuttora guardo la tv e leggo i quotidiani, e sono consapevole di essere influenzato da questi mezzi, però sono anche in grado di rendermi conto e soprattutto dire ad altri che sono influenzato da questi mezzi senza nascondermi dietro il solito “a me non mi influenzano, non mi condizionano” , basta guardarsi e vedere come sei vestito, dove vai a comprare la roba, che auto hai e quanti cellulari hai ecc…
Marco e Stefano hanno detto delle belle cose, proviamo a metterci a dieta di Tv e vedremo che il “nostro pensiero” crescerà, forse saremo un po' più Liberi (scie chimiche permettendo), meno condizionati e meno gestibili.
Il Demone non è nel Nostro Amico Intimo Telecomando, ma dentro di noi, ed il tasto OFF lo hanno schiacciato già da anni dentro il nostro cervello.
Adesso vado che è tardi, tra un po' comincia “che tempo che fa”, dopo è ora di “report”, però prima guardo un po' di Tg La sette con intramezzi del TG1, e se non ho ancora sonno mi guardo le puntate registrate di Amici, XFactor ed Annozero, non vedo l'ora che ricominci L'isola dei famosi.
Buona vita a tutti.



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Postato da italooggi, 19:36

il dito e la luna

Ciao Igor,
la tua affermazione che la 'televisione è maturata negli ultimi 30 anni' mi lascia perplesso; ho sempre pensato il contrario, cioè che negli ultimi trent'anni la televisione si sia involuta ed abbia imbarbarito il paese.

Tecnologicamente, l'affermazione non corrisponde al vero. La tecnologia è più o meno quella del 1954; le uniche modifiche sono il colore, lo stereo, il passaggio al digitale l'appiattimento del tubo catodico. Un po' poco per 56 anni di tecnologie.

Ma ciò che più mi sconcerta viene parlando dell'offerta; mi ritrovo a vedere d'estate spezzoni della televisione di oltre trent'anni fa ed invidiare quei tempi; già solo citando il maestro Mazzi possiamo spazzare per ko tecnico il 90% di quello che vediamo oggi in tele. Se poi mettimo in campo le commedie, il teatro, la serietà del giornalismo, la professionalità dei comici e dei giornalisti.. beh, non ce n'è, proprio non ce n'è.
Qual è l'offerta che abbiamo oggi? Cumuli di spazzatura (vogliamo chiamarla 'situazione complessa?') che, forse, coprono qualche diamante: ben nascosto.

Per dirti ciò che penso della televisione cito Scalfari nell'editoriale di oggi su Repubblica (Il bunga bunga che segna la fine del regno) : "È stato messo in moto un vero e proprio processo di diseducazione di massa che dura da trent'anni avvalendosi delle moderne tecnologie della comunicazione e deturpando la mentalità delle persone e il funzionamento delle istituzioni."
Non mi sembrano parole 'integraliste' nè tantomeno 'fuori contesto' .

Ti do' in parte ragione sul fatto che la visione pasoliniana è datata: però quella mente acuta ha visto lungo, ha messo in campo concetti allora impensabili ed oggi oggetto di discussione.
Ma Pasolini non è la verità, e ciò che riporta Manuel è un giudizio parziale.

La televisione è una tecnologia, è un'ovvietà dire che non è buona nè cattiva in sè ma dipende dall'uso che se ne fa: ecco, io penso se ne sia fatto un uso distorto (a fini di profitto, io penso; a fini di controllo, pensano altri che leggono)
Ciò non toglie che sia possibile usarla nel modo 'buono e giusto', e che qualcuno l'abbia fatto con risultati spendidi.

Hai ragione, non c'è un demone nel telecomando: si limita ad indicare dov'è.


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Migliorare si può, sondaggio sulla mensa scolastica

Postato da Laura LaLunga Martinoggi, 17:33


Ecco il commento della Maestra Monica:

Ciao a Tutti sono la Maestra Monica Mastrocola della scuola Elementare e direi che il kit delle soviglie è un'ottima ed economica idea. Approfondirebbe il senso di responsabilità e autonomia dei bambini e aiuterebbe notevolmente l'ambiente, senza contare che non ci sarebbe utilizzo di risorse aggiuntive rispetto alle ore di lavoro o al costo del buono pasto. Io sono molto favorevole, oltretutto ho 2 figli che fruiscono del pasto scolastico e preferirei non veder lievitare i costi, ma piuttosto fare qualcosa per contenerli offrendo un servizio che abbia anche una valenza educativa e un impatto ambientale innocuo!!!!!
cioa a tutti e buona riflessione
PS: grazie Laura per l'interesse al problema

Piccoli annunci

Postato da italooggi, 17:47

Devo darci un taglio... ho una moglie troppo lunga....



A parte gli scherzi:

Cerco troncatrice con piano di taglio, più o meno come quella in foto.

In realtà quello che mi serve è soprattutto il piano di taglio superiore.

Qualcuno ce l'ha da vendere come usato o da prestare?



troncatrice

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Postato da Igoroggi, 12:05

Il contesto...

...bisogna dire che la televisione è maturata negli ultimi 30 anni ed anche noi. Se non nei contenuti, sicuramente nell'offerta e nelle tecnologie.
Le parole che hai citato sono "lievemente" integraliste, e calandole nel costesto degli anni in cui sono pronunciate e nella figura di Pasolini, ci stanno anche. Oggi però la situazione è anche complessa, di cosa stiamo parlando? Del TG4, del TG LA7, di Minzolini, di Amici, del Grande Fratello, di National Geographics, di Blob, di Fazio, di Santoro, di Floris, della pubblicità, degli interventi di Gino Strada, o dei concerti di musica sinfonica, dei film?
Macchecaspita! Non c'è mica un demone nel telecomando! I tasti li puoi schiacciare tu. Anche quello con la scritta OFF.

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sabato 30 ottobre 2010

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Postato da Lucaoggi, 00:59

Un sorriso a denti stretti.

Questa volta non voglio esprimere il mio pensiero sulla TiVì, ma voglio citare cosa diceva un certo Pasolini trent'anni fa:
" [...] Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l'intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo, [del] nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l'edonismo di massa. [...]
È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo."

… Ed ancora:
«Le parole che vengono dalla televisione cadono sempre dall'alto, anche le più vere. E parlare dal video è sempre parlare ex catedra, anche quando c'è un mascheramento di democraticità». ..
…«La televisione è un medium di massa e non può che mercificarci e alienarci»
Proseguendo, intervistato da Biagi in televisione:
…«Non posso dire tutto qui, mi autocensuro. Il problema è la tv in sé, perché quando qualcosa viene dal video stabilisce un rapporto da superiore a inferiore, un rapporto che non è alla pari, è antidemocratico».
E come diceva il mitico Peppino a Totò “ … e ho detto tutto”, anzi e ha detto tutto!

Buona vita a todos.


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Postato da Stefanooggi, 22:16

Smettere di fumare

Spegnere la tele è come smettere di fumare. E' difficile. Si può essere contenti per essere riusciti a non guardarla per tutta la sera oppure si può fumare più leggero eliminando le reti del nano e rai1 ma fondamentalmente si rimane sempre dipendenti. A me capita quando vado a casa di qualcuno che ha la tele accesa di essere attratto dallo schermo a prescindere da che cosa trasmettono. Mi è capitato di guardare La Principessa Sissi come se seguissi la Superbike su la 7 e spesso mi accorgo solo ora di quanto violente e diseducative siano le pubblicità. Tipo la pubblicità della Renault quella dei papà che vanno a prendere i figli davanti a scuola.
Riporto la mia esperienza perché per me è stata una bella cosa: ho ripreso a parlare di più in famiglia specialmente con mia moglie, ho ripreso a leggere i libri con una certa frequenza , inoltre in un certo senso mi sento più informato di prima. La scatola infernale comunque rimane a casa mia in quanto ogni tanto ci affittiamo un dvd per guardare un film.
Certo alcune trasmissioni tipo Blob erano veramente carine ma penso che oltre a tutti gli aspetti geniali che sottolinei e che condivido la maggior parte di chi guardava Blob (me compreso) sapeva anche che in 20min aveva un resoconto di tutte le risse televisive, incidenti ,cose curiose che capitavano in tivù nei giorni precedenti per cui se ti eri perso l'ultima barzelletta su gli ebrei del Berluska quasi sicuramente la potevi vedere.UN 90° minuto del “meglio della televisione.
In più c'è internet che mi dà la possibilità di avere le notizie e di informarmi sulle cose che mi interessano e di guardare alcune trasmissioni tipo Report o le corse delle moto, di parlare con altre persone e di fare nuove conoscenze ed amicizie.
Non mi sembra un atteggiamento luddista e non è mia intenzione rompere con qualsiasi altro tipo di tecnologia Tuttavia ( in effetti è una bella parola, suona bene) penso che la tele non abbia futuro e spero che le prossime generazioni ( i cosiddetti gggiovani) si stacchino dalla televisione sempre di più, cosa che aiuterebbe sicuramente ad essere piu consapevoli . Quante volte ho sentito dire nelle discussioni dai miei :” e no guarda che è cosi , lo hanno detto alla tele”.

In ultimo concordo pienamente con quello che scrive Marco: Alla fine della dieta ci renderemo conto che ogni persona è interessante al di là di quello che pensa, che nessuno ci è nemico a priori e quindi possiamo sorridere di più ….

Buona serata.


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Postato da silvanaoggi, 10:19

Condivido...

Il tempo è poco e ho solo il tempo di esprimere la mia condivisione alle parole di Igor. Grazie! Ciao!

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venerdì 29 ottobre 2010

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Postato da italooggi, 00:24

bunga bunga click

Bunga Bunga a te, Stefano, e spero  sia un augurio.

E' un piacere, di questi tempi, leggere gli interventi sul forum; così com'è un piacere vedere che nuove teste si affacciano alla nostra comunità telematica.

Vorrei però risponderti al potere del click; non solo personalmente, come ho già fatto, ma anche qui in modo da allargare i nostri discorsi a chi ci può essere di molto, moltissimo aiuto per affrontare questo problema del click.

Il click è quello del telecomando: spegnere la televisione.
Per qualche famiglia, anche nel nostro territorio, vuol dire anche eliminare fisicamente il televisore da casa, così da liberarsi finalmente dalla scatola infernale.

Come sai, non sono d'accordo.

Mi sembra un atteggiamento luddista.
Lo scopo è rompere con questa tecnologia perchè è espressione di un potere di controllo sulle nostre menti; dal vangelo secondo Orwell in poi tutti sappiamo che l'infernal scatolotto a questo è dedicato e chi lo esclude dalle proprie vite sottrarsi vuol da cotanto mentale infernal intruglio.
Tuttavia.
(ah, bellissimo il tuttavia. Mi ci perdo dentro, potrei farne una canzone alla Avion Travel e metterla come sottofondo in un film col protagonista perso in un aeroporto andino. Ma di nuovo mi perdo nelle parole, riemergo.)
Tuttavia nei mezzi di comunicazione di massa (ah, anche questo è bello, da perdersi, sono armi anche d'istruzione di massa) non tutto è perduto.

Potrai dirmi le fuori orariopeggior cose che vuoi della televisione; non potrai mai togliermi l'illuminazione che a volte, a fine pasto, Blob mi ha dato, o la poesia struggente che quel programma geniale ha regalato a tutti mettendo insieme musiche e immagini, cucendo pezzi di vita televisiva, creando un metalinguaggio dove s'intersecano iperboli semantiche e linguaggi visivi: geni, sono semplicemente geni del nostro tempo, e si esprimono con i mezzi di oggi.
Quattro note di Because the night  [belong to lovers] di Patty Smith (Alberto, conferma!) con il fantasma diafano della fanciulla sott'acqua di fuori orario, cugino di blob in ore da straordinario non pagato, sono sufficienti per farmi viaggiare per immagini la notte intera.
Nè potrò fare a meno dei programmi di informazione: da prendere con le pillole, da seguire saltuariamente, da spegnere (click!) appena stufano, anche da ignorare; ma non da eliminare. C'è qualcuno lì che lavora seriamente.
Nè mi potrebbe mancare rai storia, canale con contenuti di valore inestimabile. E che dire di current TV, che fa vedere ciò che nessun'altra televisione oserebbe? E di deve tacere della trasmissione metereologica che riesce ad intervistare le menti più eclettiche dei nostri tempi?
(Se poi passiamo alla radio, la perla di radiotre ha un valore inestimabile: sono vent'anni che la sento, sono vent'anni che le devo alcuni degli stimoli culturali più notevoli. Auguri per i sessant'anni di radiotre)
Certo, da anni ai tasti 4,5,6 del telecomando non ci sono più i canali mediaset; io, mia moglie e i miei figli non ne sentiamo la mancanza.
Mente sull'1 si forma spesso la polvere, presto lo dirigeremo su migliori lidi.

Il mezzo è pericoloso e ci si deve dotare di strumenti adatti per utilizzarlo bene; su questo sono d'accordo, il cervello non va lasciato in standby quando la tele è accesa.
Giustissimo il potere del click; tanto quello di spegnere, quanto quello di accendere, e quello di scegliere; l'importante penso sia utilizzare la televisione come scelta e non come sottofondo, accenderla solo quando si sa che cosa si vuole guardare.

Anche se spesso la spengo e preferisco mettere le mani su una tastiera.

Click.

Postato da Igoroggi, 00:33

Un sorriso

Una cosa che manca su Internet è di poter fare un bel sorriso senza dover usare quelle odiose faccette con le parentesi. Beh, Laura, immaginane uno...
Sono stanco anch'io di sentire chi si lamenta, ma devo dire che, una certa preoccupazione la provo.
I microcosmi sono un rifugio eccezionale, ma attenzione, non sono il mondo. La' fuori gira brutta gente...
Quando dico che ci vuole memoria storica intendo dire che c'è stato un salto di generazione in cui non siamo riusciti a trasmettere tutto quello che serviva. Abbiamo forse dato per scontato che certi concetti fossero ormai assimilati, incorporati dalla società. Ed ecco che spuntano i negazionismi, le revisioni più strampalate della storia, ed anche miti deviati.
Mi ha colpito, anni fa, sentire un bimbo in una intervista in Sicilia, che interrogato su cosa avrebbe voluto fare da grande rispose orgoglioso : "il mafioso".
Oggi sento continuamente da ragazzi più o meno giovani, di fronte a barzellette offensive, machismi da ventennio e dimostrazioni di onnipotenza del premier, l'espressione: "e un grande!". E' un grande? Ma allora abbiamo sbagliato tutto. Cosa abbiamo insegnato a scuola, a casa, per strada in questi anni, come abbiamo potuto tradire così i nostri vecchi?
Facciamo pure i gruppi di acquisto, uccidiamo l'insalata invece delle mucche, facciamo volontariato per l'ambiente, per l'antiincendi, per l'AVIS, parliamo di sostenibilità ambientale e di decrescita felice. Però qualche volta, anche se è un po' noioso e poco radical chic, spieghiamo ai nostri bimbi la differenza fra "un grande" e "un prepotente arrogante", per non dire di peggio..., e spieghiamo anche a quelli che, visto che la famiglia non glielo ha insegnato, l'hanno imparato da soli, che tirare fumogeni ai sindacalisti e picchiare i parlamentari, per odiosi che siano, porta solo a creare le condizioni per una nuova strategia della tensione (vedere riferimento su Wikipedia :-) (oops, mi è scappata la faccina). E se vogliamo strafare, spieghiamo anche ai pargoli, che quando saranno grandi e lavoreranno in una grande azienda, non dovranno mettersi in mutua per poter seguire la partita comodamente a casa, perchè cos&igrav e; si rischia di far chiudere la fabbrica (anche questo abbiamo dimenticato dii insegnare).
Guarda che sto ancora sorridendo, non te la prendere, niente di personale.
Per il resto, sai, l'ottimismo è continuare a parlare con la gente, a lavorare pensando di produrre qualcosa di concreto mentre qualcuno continua ad arricchirsi creando ricchezza virtuale, a mettere a letto la figlia la sera e a svegliarla il mattino, a godere di un'alba in montagna.
E poi... pago la mia casa, pago le mie illusioni, fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare... grattarsi!
Ed anche stasera sono riuscito a non guardare la televisione....


 




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